8.5.12



Lasciatemi la presunzione di parafrasare John Connor (versione Christian Bale, non il decaduto Edward Furlong)


Sono John Connor, se mi state leggendo siete la resistenza.


Ecco, se state leggendo queste righe sappiate che siete la resistenza.
Però io non mi chiamo John Connor, giusto per chiarire.


Sopravvivere in questa selva di tweet, tumb, pin, e diavolerie varie è sempre più arduo per un blog, soprattutto se il redattore dello stesso è affetto da una strana forma di logorrea, per cui i post risultano pochissimi, lunghissimi e indigesti. Mi rendo conto che perdersi nella selva dell'uccellino azzurro è molto più semplice che gestire una parata, per cui vi consiglio di "followarmi" in quel delirio se desiderate avere news sul mio operato.. Vi posso assicurare che la limitazione a centoquaranta caratteri, inoltre, rende i miei post estremamente più digeribili.


Questo non significa che la nostra Parata sia morta, per il semplice fatto che essa non può morire, ma solo sublimare.
E fino a che qualcuno leggerà queste righe (anche se sarà un tizio dell'ufficio censura di google) la Parata resisterà.


E ora, prima di salutarsi, messaggio promozionale di rito: 
correte in edicola e comprate wired #39, dove potete trovare il mio nome associato a quello di Stan Lee (che non è un cugino sconosciuto di Bruce, bensì lo pseudonimo del signor Stanley Martin Lieber) e chiedete all'ufficio arretrati il numero #38, su cui si può ammirare un colossale microritratto di P.K. Dick.

Nessun commento:

Archivio blog